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In un mondo ideale io farei la pittrice e la gente comprerebbe i miei quadri ben consapevole che io ad intervalli irregolari e secondo l’umore, potrei presentarmi al campanello della loro porta con tubetti e pennelli dentro la valigia, per modificare la loro tela.
Questo accadrebbe per vari motivi:
Insoddisfazione o cattivo umore della pittrice,
crescita improvvisa del suo stile od insicurezza.
Come la materia pittorica cambia in ogni momento ed il pennello come la risacca pulisce via le prime incertezze per aggiungerne di nuove, ecco io credo, tranne rare eccezioni, all’esistenza di una sola arte, un’arte in perenne movimento ed evoluzione.
Potrebbe mai un musicista suonare lo stesso pezzo allo stesso modo per vent'anni di seguito?
Chiunque lo faccia è un fallito.
Non potrei mai sedermi a tavola con i miei clienti guardando un quadro che ho fatto dieci anni fa senza provare ribrezzo, forse ero io quella?
Può essere, ma ora sono diversa.
Potrebbe anche chiamarsi arte "evoluzionistica".
