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mercoledì, 29 ottobre 2008
www.c6.tv/index.php

C6. tv

 

C’è bisogno di democrazia in questo paese, e con questo intendo esattamente partecipazione dal basso.

 Non si può educare le persone, alla filosofia , all’arte, e alla scienza e pretendere che esse non esercitino il cervello anche per formulare pensieri.

E tuttavia siamo baciati dalla fortuna di aver visto nascere una rete  libera, dove si possono far circolare notizie, e non sarà sempre così.

L’iniziativa di C6.tv mi pare uno dei tanti fiori del web per rispondere in tal senso.

L’ho conosciuta solo oggi ma mi sembra una cosa fresca, con una grafica accattivante ed

un ‘organizzazione accurata sotto.

Mi viene  in mente una riflessione di Pansa di non molto  tempo fa, su Radio Rai, che commentando il pianto di una vedova di un partigiano, (l’argomento era il nuovo film di Spike Lee) diceva che la storia non è fatta di singoli eventi privati e soggettivi.

Ci ho riflettuto parecchio e l'ho trovato un pensiero giusto in un momento sbagliato.

Perché forse la storia si fa anche filmando eventi sul telefonino, forse l’informazione si può commentare anche se non si ha la tessera da giornalista.

E questo presupposto sarebbe sbagliato se non fosse che molti giornalisti in Italia non fanno il loro dovere.

 

Postato da: laformadelvuoto a 19:00 | link | commenti (8)


Commenti
#1   30 Ottobre 2008 - 10:47
 
hai capito pansa?Lui ci campa su fatti soggettivi
Oggettivo invece che il tempo avanza anche per pansa
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#2   30 Ottobre 2008 - 15:59
 
Giornalisti come Pansa sono prigionieri dei loro lettori e si vendono al miglior offerente, altri meno famosi sono ostaggio dei loro editori e direttori... per fortuna il web è molto più complicato da ingessare e imbavagliare, ma temo che (soprattutto in Italia, Obama l'ha sfruttato moltissimo, parecchio più di McCain, ma è difficile quantificare il vantaggio così ottenuto, vista la situazione a lui favorevole e la mole di finanziamenti dei quali ha usufruito) si rivolga più o meno sempre alle stesse persone, che alla fine la vedono in maniera non tanto dissimile, o quantomeno hanno acquisito una certa consapevolezza... il web richiede partecipazione, e penso che molti alla fine si accontentino o si accontenteranno del portale di Libero o del tg.com, piuttosto che andare a cercare nel merdaio realtà come questa o Mente Critica...
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#3   30 Ottobre 2008 - 19:15
 
Perfettamente d'accordo con i precedenti commenti dei cari Viga e di Mr Antiblogger....
:-)
Il web, i blog (e qua anche io mi rifaccio al principio di selettività di cui parla Abs..) sono la voce fuori dal coro...
Per tanti, il tesserino da giornalista è utile soltanto per avere il pass per parcheggiare in Ztl.....
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#4   31 Ottobre 2008 - 01:44
 
raramente s'incontrano professionisti con un senso dell'etica in questo mondo prezzolato, è vero.

Purtroppo a tutti i livelli,
penso ai politici, ai musicisti, ai presidi, ai medici, ai sindacalisti ed anche ai posteggiatori.

Ma si sa, l'informazione è importante, forgia le menti e fomenta le folle e quindi, il senso dovrebbe essere ancora più sentito nel quarto potere.

Per fortuna che ci sono questi spazi che non hanno padroni almeno manifesti (ma per quanto ancora??), anche se il rischio è quello del livellamento verso il basso,
non inteso in senso democratico, magari, ma come abbassamento della qualità del messaggio e l'apparire con la formula del reality a tutti i costi.

Ma se deve essere informazione, l'unica cosa che conta è che sia nuova e vera e fanculo la qualità o la sintassi.

Però mi pongo anche dall'altra parte.
Come è possibile che in Italia ci sia ancora chi segue il tg di Emilio Fede?
Possibile che non ci sia più assolutamente il senso critico?
Cioè non basta un malox per quella roba, bisogna proprio essere dei coglioni e felici di esserlo.

Cioè, Porta a Porta fa ancora la sua fottuta audience.
Maria de Filippi è la più amata dagli italiani ed è tornata pure Raffa cò Carramba.

E non parlatemi delle vecchiette che non sanno che fare e stanno davanti alla tv, che con stà storia il berlusca lì, sè fatto ben tre legislature.

no, no, no,
finchè ci sarà gente che non sceglie, che non si indigna e non si impegna, i giornalisti prezzolati, i leccaculo ed i servi del potere continueranno ad imperare, tra una tetta di una velina ed un calcio al pallone d'oro.

e l'informazione continuerà a raccontare la tresca di una starlette che chiccazzoè,
una tragedia familiare,
un party di vip al billionaire,
un grattaevinci miliardario in una provincia di morti di fame e l'ultimo tsunami.

Finchè non cambia il lettore,
che senso ha cambiare lo scrittore?
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#5   31 Ottobre 2008 - 08:49
 
commentando la prima frase del post, mi vien da dire, in accordo con jazz, che proprio perchè la democrazia si fa dal basso, il basso sia la causa stessa dello sfacelo democratico in italia. In fondo perchè mai chi ci rappresenta dovrebbe esser migliore dei rappresentati stessi!?

una nota sulla Storia con La S maiuscola: questa non è altro che un sunto in cronaca di eventi più o meno realmente accaduti e questo sunto di norma riguarda proprio singoli eventi privati e soggettivi, con l'unico postulato che il soggetto in questione dev'esser chi detiene il potere e non chi lo subisce...
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#6   02 Novembre 2008 - 14:00
 
@Viga
Mah, a me
quello che mi stupisce è un contraddittorio così come concepito dalla trasmissione della rai.

@ABS @Loreanne

Eh.. sicuramente questo è un mezzo attivo e non è adatto a gente di una certa età.
Purtroppo anche su internet l’informazione diventa confusa se non ci si affida alla provenienza certificata.
Certo è che chi scrive può comunque commentare, metterci un po’ del suo, si può ragionare insieme e di certo tutto questo non viene fatto al soldo di qualcuno.
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#7   02 Novembre 2008 - 14:13
 
@Jazzfromitaly

Già, questo è l’eterno quesito..
Nasce prima il libro od il lettore?
Perché il lettore è frutto di quel che legge ma è anche quello che sceglie cosa leggere.
Mi sono sempre stupita della facilità con cui la gente apprende dei fatti senza analizzarli.
Basta guardare la struttura dei tg e non parlo di Fede, perché vedi Fede è un limpido lecca..

Per imparare ciò che conta più delle risposte sono le domande, del resto le domande sono quelle che distinguono il giornalista, e questa attuale è un’informazione priva di domande.

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#8   02 Novembre 2008 - 14:23
 
Perfettamente d’accordo sull’ultima parte, però io non credo affatto che chi mi rappresenta debba essere come me.
Io pretenderei che fosse migliore, che fosse più istruito o più intelligente o più forte di me, perché se tale non è, non vedo per quale ragione debbo avere rispetto della sua autorità.
Ma qui il discorso è più ampio, in Italia attualmente quali leader esistono a parte Berlusconi?
La gente per chi dovrebbe votare?
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