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giovedì, 16 ottobre 2008
una cosa senza titolo

Il senso di colpa come malattia dell’anima e dello spirito.
Il senso di colpa come fonte di lucro per le fedi religiose e per gli analisti.
Cosa è giusto e cosa è sbagliato?
Quando l’uomo non crede più in nulla quali saranno i parametri con cui giudica il bene ed il male?



Perché il bene ed il male non possono essere assoluti , se fossero assoluti essi sarebbero indipendenti dal soggetto, esterni ad esso, e l’uomo sarebbe uno spirito puro, privo di colpe, un eterno neonato, ma il bene ed il male non possono essere neanche solo relativi al soggetto, perché noi non viviamo sotto vuoto spinto.
Una volta il senso di colpa lo si espiava attraverso le pratiche rituali della propria fede.



Il senso di colpa segnava il confine tra il limite umano e quello divino, ci rendeva piccoli ma ci prospettava un’elevatura maggiore, attraverso l’espiazione.



Oggi, lo si vive come qualcosa di negativo, in quanto ha perso quel suo preciso significato nel nostro percorso di fede o di maturazione civile, ed è visto solo ed unicamente come malattia, qualcosa che va curato per raggiungere una qualche libertà e consapevolezza di sé.
Ma cos’è la liberta se non un pretesto per uno spot pubblicitario?
E come può un bambino raggiungere la maturità senza un rimprovero?
Le cicatrici insegnano e noi non possiamo esistere senza mediare la nostra esistenza con le nostre ferite.



Postato da: laformadelvuoto a 21:52 | link | commenti (10)


Commenti
#1   17 Ottobre 2008 - 01:57
 
e non poteva averlo un titolo,
visto che racconti il vuoto che abbiamo dentro.

penso al bene e male in senso civico.

abbiamo sotto gli occhi personaggi che truffano l'equivalente delle nostre pensioni,
che creano immensi fallimenti aziendali e, per risanare il tutto, comprano e vendono il futuro nostro denaro (che non abbiamo e, forse, non avremo mai) indebitandoci fino allo sfinimento nostro e dei nostri figli.

abbiamo poveracci che si fottono l'un con l'altro per un posto a sedere sul metrò, ma poi pagano 40/60/80€ per un biglietto della Roma.

Abbiamo premier che violentano la costituzione a tutte le ore del giorno,
davanti agli occhi inebetiti di bimbi, vecchi e casalinghe che si accendono solo con il jingle pubblicitario.

e noi,
tutti noi,
stiamo a guardare,
senza muovere un dito,
come se fosse una fiction,
come se fosse la vita di qualcun'altro,
sperando che un gratta e vinci ci cambi la vita.

se qualcuno riuscisse ancora a sapere che senso ha la colpa,
pensi riuscirebbe a vivere?

io la mia corda l'ho già ingrassata...



art by Dave McKean
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#2   17 Ottobre 2008 - 15:20
 
Il senso di colpa ha perso appeal, forse non è scomparso del tutto ma è sceso nei bassifondi della classifica delle priorità. Le religioni sono una scorciatoia: essere meno egoisti perché si mira neanche tanto velatamente a una ricompensa è un ossimoro. I rimproveri sono indubbiamente indispensabili per cicatrizzare adeguatamente le nuove promesse del bullismo internazionale, e talvolta anche i calci rotanti sulle gengive potrebbero tornare utili.
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#3   21 Ottobre 2008 - 13:54
 
Il senso di colpa, per provarlo, bisogna necessariamente sperimentare la "sensazione" di colpa.
Il che significa accorgersi di averla, una colpa.
In questo vuoto (e non è per fare un gioco di parole) che ci circonda, ci sentiamo sempre autorizzati a far tutto, il che ci esclude da qualsiasi colpa.
A me non piace per niente, tutto questo. Forse siamo in due, probabilmente anche tre o quattro.
Ma, credimi, non così tanti quanto sarebbe necessario.
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#4   22 Ottobre 2008 - 20:25
 
@ jazz

sì ma li si tratta di un fatto pratico Mr., cioè ammettiamolo, oramai non c'abbiamo neanche più Antonio, ma la Trippa ancora sì e noi italiani finchè c'abbiamo la Trippa non ci scuotiamo, lo sai.
Quando finirà la trippa, aumenteranno il calcio in tv.
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#5   22 Ottobre 2008 - 20:31
 
@cyber
come hai ragione, del resto ci sono stati secoli in cui il senso di colpa andava tanto di moda, ma anche classi sociali che non ne sono mai state intaccate.
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#6   22 Ottobre 2008 - 20:50
 
@Clockwise

è un fatto generazionale direi :)
Però se ci rifletti il senso di colpa a volte te lo inculcano senza che tu abbia una colpa...vedi peccato originale.
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#7   24 Ottobre 2008 - 11:04
 
C'è una cosa che per quanto ci si provi a manipolarla...alla fine non si riesce.
Questa cosa si chiama: coscienza.
Si può tentare di ingannarla, di mentirle, di distorcerla, di calpestarla. Ma alla fine lei parla...urla perfino. Impossibile zittirla.

E la coscienza, come la morte, è l'unica cosa che abbiamo tutti.
Una formidabile "livella".

Il peccato originale non è una colpa (ereditata), ma l'inizio (origine) di un modo sbagliato di pensare e di agire. Il simbolo di qualcosa che ci allontana da noi stessi e dal tutto di cui facciamo parte, a volte senza ricordarcene.
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#8   26 Ottobre 2008 - 14:15
 
@RosaTiziana
i tuoi commenti sono sempre molto interessanti
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#9   27 Ottobre 2008 - 14:47
 
Interessante spunto. Se veramente la libertà è solo un pretesto per uno spot dovevi concludere il post con "meditate gente, meditate" come il vecchio Arbore nella pubblicità della peroni. La colpa secondo me nasce dal libero arbitrio, cioè dalla facoltà di decidere e di scegliere. Ogni scelta implica una rinuncia, un'esclusione. Rinunce ed esclusioni che sono spesso terra-terra. Il bene e il male sono su un piano metafisico molto al di sopra della colpa. Ecco perchè si possono avere sensi di colpa per motivi stupidi o essere un Olindo e non sentersi in colpa. Così la penso ora. Stanotte ci penso meglio e caso mai domani smentisco (berlusconi docet). Ciao, B.
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#10   27 Ottobre 2008 - 20:47
 
@ iBorisse
boh, bisogna vedere se il bene ed il male li poniamo noi molto al di sopra delle nostre colpe.
C'è gente che non giustifica nessuno ma ha sempre una giustificazione per se stessa.
Personalmente nell'ultimo anno ho fatto cose che non avrei mai pensato di esser capace a fare, e ho smesso di pormi al di sopra degli altri (sto mentendo).
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