Eccomi

Blogger: laformadelvuoto
65% acqua, il resto frattaglie.

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

mercoledì, 29 ottobre 2008
www.c6.tv/index.php

C6. tv

 

C’è bisogno di democrazia in questo paese, e con questo intendo esattamente partecipazione dal basso.

 Non si può educare le persone, alla filosofia , all’arte, e alla scienza e pretendere che esse non esercitino il cervello anche per formulare pensieri.

E tuttavia siamo baciati dalla fortuna di aver visto nascere una rete  libera, dove si possono far circolare notizie, e non sarà sempre così.

L’iniziativa di C6.tv mi pare uno dei tanti fiori del web per rispondere in tal senso.

L’ho conosciuta solo oggi ma mi sembra una cosa fresca, con una grafica accattivante ed

un ‘organizzazione accurata sotto.

Mi viene  in mente una riflessione di Pansa di non molto  tempo fa, su Radio Rai, che commentando il pianto di una vedova di un partigiano, (l’argomento era il nuovo film di Spike Lee) diceva che la storia non è fatta di singoli eventi privati e soggettivi.

Ci ho riflettuto parecchio e l'ho trovato un pensiero giusto in un momento sbagliato.

Perché forse la storia si fa anche filmando eventi sul telefonino, forse l’informazione si può commentare anche se non si ha la tessera da giornalista.

E questo presupposto sarebbe sbagliato se non fosse che molti giornalisti in Italia non fanno il loro dovere.

 

Postato da: laformadelvuoto a 19:00 | link | commenti (8)

martedì, 28 ottobre 2008
Se sbaglio mi correggerete in playback, disse Veltroni.

babuska

 I simboli sono spariti perché Walter odia gli “ ismi”, e siccome sono cattiva mi ricordo che lui è stato partorito da un ”ismo”ed oggi fa l’eroe positivo  come  Placido nel film tratto dal famoso libro di Pansa , uno che non sta né coi partigiani né coi fascisti, così diventa neutrale anche la storia e mio nonno è uguale a tuo nonno, con il risultato che mi tocca pagare la badante per uno sconosciuto.


Del resto son tutti morti e i morti sono tutti uguali , e questo è pure molto poetico ma allora però perché mischia mi devo fare centinaia di km per portar fiori sulla tomba di mio padre se basterebbe fermarsi alla prima lapide che incontro sulla salaria?.


Qualcosa mi sfugge come sempre..


Però resta il fatto che siam tutti americani e questo deve essere un po’ più vero perché infatti la Gelmini ha detto che si  ispira ad Obama.


Però il Che non manca mai, il Che è l’asso pigliatutto.


Ma è inutile dire che Walter non può reggere il confronto di una delle più grandi icone pop del secolo.


E dimenticavo l’inno d’Italia cantato in playback fruttando una registrazione del '78 di una manifestazione della Fiamma.











































































La folla è vastissima, il mio naso si ficca tra i gomiti della gente e le aste delle bandiere.







All’apice dell’entusiasmo liberano i palloncini, il mio naso segue i palloncini nell’aria.







La  gente applaude un omino grigio che fa un discorso che non sento, e che a questa distanza potrebbe essere anche uno dei suoi figli adottivi di colore o la Callas.







 La gente applaude mentre io penso ai servizi segreti deviati che hanno suggerito all’apparato una manifestazione con data posticipata di 4 mesi.







“Teniamoci larghi, perché sai non si sa mai quando iniziano a proporre le riforme”.







Isernia c’è.







Sasso ferrato c’è.







Qualcuno sarebbe nostalgico perfino dei famosi nani del circo ungherese, ma la gente capisce che per quelli ci vorrebbero dai 5 mesi in sù..







C’è invece tutto l’apparato sindacale scolastico ( fortunella), e siccome sono cattiva mi torna alla mente il governo D’Alema che fa entrare a pieno titolo i finanziamenti alla scuola privata e prima o poi  sai a forza di questo e di quello, bisogna tagliare da qualche parte, anche se alla radio non fai che sentire un ridicolo dibattito di stampo pedagogico (ma che c’entra?).







Per fortuna c’è Famiglia Cristiana dalla nostra (sarà un caso?).







La gente non si somiglia ma le bandiere ed i palloncini sono tutti uguali, come in un vecchio documentario dell’istituto LUCE aggiornato in stile IKEA.







I simboli sono spariti perché Walter odia gli “ ismi”, e siccome sono cattiva mi ricordo che lui è stato partorito da un ”ismo”ed oggi fa l’eroe positivo  come  Placido nel film tratto dal famoso libro di Pansa , uno che non sta né coi partigiani né coi fascisti, così diventa neutrale anche la storia e mio nonno è uguale a tuo nonno, con il risultato che mi tocca pagare la badante per uno sconosciuto.







Del resto son tutti morti e i morti sono tutti uguali , e questo è pure molto poetico ma allora però perché mischia mi devo fare centinaia di km per portar fiori sulla tomba di mio padre se basterebbe fermarsi alla prima lapide che incontro sulla salaria?.







Qualcosa mi sfugge come sempre..







Però resta il fatto che siam tutti americani e questo deve essere un po’ più vero perché infatti la Gelmini ha detto che si  ispira ad Obama..







Però il Che non manca mai, il Che è l’asso pigliatutto.







Ma è inutile dire che Walter non può reggere il confronto di una delle più grandi icone pop del secolo.







E dimenticavo l’inno d’Italia cantato in playback fruttando una registrazione del '78 di una manifestazione della Fiamma.













































































































 

Postato da: laformadelvuoto a 21:13 | link | commenti (10)

giovedì, 16 ottobre 2008
una cosa senza titolo

Il senso di colpa come malattia dell’anima e dello spirito.
Il senso di colpa come fonte di lucro per le fedi religiose e per gli analisti.
Cosa è giusto e cosa è sbagliato?
Quando l’uomo non crede più in nulla quali saranno i parametri con cui giudica il bene ed il male?



Perché il bene ed il male non possono essere assoluti , se fossero assoluti essi sarebbero indipendenti dal soggetto, esterni ad esso, e l’uomo sarebbe uno spirito puro, privo di colpe, un eterno neonato, ma il bene ed il male non possono essere neanche solo relativi al soggetto, perché noi non viviamo sotto vuoto spinto.
Una volta il senso di colpa lo si espiava attraverso le pratiche rituali della propria fede.



Il senso di colpa segnava il confine tra il limite umano e quello divino, ci rendeva piccoli ma ci prospettava un’elevatura maggiore, attraverso l’espiazione.



Oggi, lo si vive come qualcosa di negativo, in quanto ha perso quel suo preciso significato nel nostro percorso di fede o di maturazione civile, ed è visto solo ed unicamente come malattia, qualcosa che va curato per raggiungere una qualche libertà e consapevolezza di sé.
Ma cos’è la liberta se non un pretesto per uno spot pubblicitario?
E come può un bambino raggiungere la maturità senza un rimprovero?
Le cicatrici insegnano e noi non possiamo esistere senza mediare la nostra esistenza con le nostre ferite.



Postato da: laformadelvuoto a 21:52 | link | commenti (10)

domenica, 05 ottobre 2008
Sulle parole con il vuoto dentro

parole
E’ difficile immaginare una scimmia che filosofeggia.


Perché la scimmia non comunica a parole ma grida quello che vuole emettendo suoni gutturali.




Pare che Freud ponendosi la questione abbia provato a studiare la telepatia, convinto com’era che gli esseri che ci hanno preceduto, avendo una struttura mentale decisamente sgrammaticata, non potevano esser in grado di esprimere le sfumature se non in questo modo.


In effetti se smettessi di possedere la mia bellissima lingua, probabilmente ragionerei solo a sentimenti e a sensazioni.


Penserei al dolore, alla tristezza, o al limite ad afferrare un legnetto per sbatterlo contro la palma nella speranza che caschi una noce di cocco, ma certo sarebbe difficile concepire questo discorso.


E forse Freud aveva ragione, ma nel senso che chi non può comunicare a voce deve per forza sviluppare un senso dell’osservazione così raffinato da distinguere le minime variazioni facciali del proprio vicino.


Del resto lo stesso sesto senso femminile, ammesso che esista, è costruito certamente sulla spiccata capacità di osservazione che hanno le donne rispetto agli uomini.




In ogni caso, ciò che mi colpisce della realtà che vivo, è la rielaborazione che i mezzi di comunicazione, quindi il potere politico ed economico, fanno delle parole.


Ci sono parole il cui significato originale viene amplificato a tal punto da essere utilizzate a sproposito.


Questa ambiguità consapevole se trasmessa diventa sommarietà di pensiero.




E’ a dir poco immenso il passaggio in 1984 di Orwell in cui un dipendente del ministero della Verità spiega al protagonista che il suo scopo, non è aggiornare il vocabolario della neo-lingua, arricchendolo di parole, ma cercare di ridurlo, perché riducendolo la gente finisce di anno in anno per non avere più in mano una facoltà di pensiero che vada oltre lo stretto necessario.


Del resto uno dei grossi problemi dei regimi dittatoriali è sempre stato quello creare una classe di studiosi, cercando di evitare una classe intellettuali, problema ovviamente impossibile da risolvere.




Suppongo che la limitazione della lingua serva a far ragionare le persone solo in base alle sensazioni e ai sentimenti.











Postato da: laformadelvuoto a 09:12 | link | commenti (8)