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Lavoro manuale ( dal numero del ‘Il Borghese’ del 21 Giugno 1957)
A Berlino orientale il Governo della Repubblica tedesca sovietizzata ha deciso che gli studenti universitari devono, nelle ferie, andare a lavorare manualmente; ed ha cominciato ad ordinare che duemila studenti dell’Università di Dresda vadano nelle miniere.
Comunismo a parte, siamo convinti che a questo, prima o poi, si arriverà in tutti i paesi..
L’afflusso verso certe facoltà, specie giuridiche, politiche, letterarie, deriva, essenzialmente, più assai che dal desiderio di sapere, dall’orrore del lavoro manuale, e dalla consapevolezza che è assai più facile diventare un mediocre avvocato che un capace elettricista o montatore meccanico.
E quindi, fatalmente, in tutti i paesi si arriverà, per una via o per l’altra, a provvedimenti analoghi a quelli di Berlino orientale.
Carlo M. Piccini (dal numero del 3 Maggio 1957)
L’Eco della fortuna, vecchio libro dei sogni, alla voce ’Canzonetta’ scrive: “ Denota prossima disperazione”.
Alla voce ‘Musica’ scrive: “Eseguirla denota ricchezza”.
Il libro è vecchio di oltre sessant’anni, ma l’autore, che modestamente si firma un ‘cabalistico pratico’, con queste definizioni dimostra di aver previsto l’avvento della RAI, e le conseguenze di tal fatto nel mondo della canzone.
Oggi, infatti, grazie al monopolio statale della radiotelevisione, gli ascoltatori italiani sono obbligati ad ascoltare quasi esclusivamente certe canzoni, mentre certi autori e certe case editrici guadagnano decine di milioni.(…)
Ma l’esistenza della RAI e della Cetra rappresenterebbe ancora un male relativo, se il monopolio non fosse anche in mano dei democristiani.(…)
Citiamo un esempio.
Nel 1946, la RAI respinse una canzone intitolata ‘ Casetta solitaria’.
Nel 1952, la medesima , presentata questa volta come ‘Fonte solitaria’, fu bocciata per la seconda volta.
L’anno scorso, intitolata ‘Chiesetta solitaria’, la canzone non solo fu ammessa, ma addirittura entrò nel gruppo delle venti prescelte per il Festival di San Remo.
Il Colpo di stato degli omosessuali
Di Eugenio Dolmann ( dal numero del ‘Il Borghese’ del 21 Giugno 1957)
E’ terminato nel mese di maggio, a Monaco, il processo a Sepp Dietrich, ex comandante dello squadrone della guardia ‘Adolf Hitler’, imputato di aver ucciso nel famigerato 30 giungo 1934, il capo delle SA, capitano Roehm e il suo vice (…).
Ma Dietrich non era veramente al centro di questo processo, costruito sui ricordi.
Al centro c’era, ancora una volta, il colpo di stato, presumibilmente preparato dalla cricca al vertice delle SA guidata da Roehm,contro la Reichswehr di allora e quindi anche contro Adolfo Hitler.
Questa cricca era composta, per il novanta per cento, da omosessuali, e, se fosse riuscito, avremmo avuto il primo colpo di stato omosessuale nella storia del mondo.
Truffaut in “ L’uomo che amava le donne” fa dire alla donna più acuta del film che probabilmente rappresenta la coscienza Bertrand, la frase:“Prima di tutto ami se stesso, quando non si ama se stessi si è incapaci di amare gli altri”
Su questa riflessione che viene alla fine del film , c’è da lavorare parecchio.
Qualcuno di mia conoscenza ha ampliato il concetto dicendo che quando si è incapaci di amare se stessi, si usano gli altri per amarci e ci dimentichiamo di amare loro.
Non ho ancora capito se questo sia universalmente valido, ma di certo spiegherebbe un mucchio di cose.
Eccoci al giorno del matrimonio dell’altra, quello che l’amica Fric e l’amica Froc avevano cercato di sabotare per mesi ma senza successo.
Alla fine lo sposo era ancora vivo (sebbene si fosse abbassato di 5 cm) e la sposa era sempre più convinta.
In quanto a Fric , non le restava che saltare sul vestito da festa di 3 anni prima, mentre Froc si sarebbe stirata i riccioli per nascondere la cattiveria.
Il fatto era che Fric non credeva nei matrimoni delle sue migliori amiche.
Il problema di Froc invece era di essere contraria ai divorzi in genere, ed è scientificamente provato che in media divorziano di più le coppie già sposate.
Naturalmente Fric e Froc erano state sistemate in un tavolo di sole coppie, ma per uno strano caso del destino accanto a loro si era presentato un assai raro esemplare di maschio fertile, molto convincente.
Il maschio in questione le aveva fatto compagnia per tutta la sera, fino a quando Fric non aveva scorto la fede o meglio le era stata fatta notare da qualcuno.
Infatti per la verità , né Fric né Froc, erano in grado di far caso a queste cose.
Fric come suo stile aveva cominciato a perpetuare quella forma di tortura che esercitava senza malizia chiedendo il nome della moglie , dei figli, l’età il sesso, le foto e il perché non erano presenti etc etc.
Froc invece apparteneva ad una razza di femmine di cui praticamente era capostipite ed unico esemplare:
A guardare un uomo giovane con la carrozzina sviluppava un complesso di pena nei suoi confronti.
Perciò figuriamoci come guardava il povero malcapitato che sotto la mitraglia di Fric con il passare delle ore aveva abbandonato l’aria spavalda per afflosciarsi su se stesso.
Alla fine della cena iniziarono i balli, due ragazzi invitarono Fric e Froc a fare una passeggiata sul prato.
Erano due bei ragazzi ma la principale perplessità era sull’età , anche se comunque i due si mostravano assai interessati.
Il problema era che Froc aveva una zucca che l’aspettava dopo la mezzanotte prima di decomporsi sul prato, mentre Fric era contraria alle passeggiate notturne sul prato da sola con l’altro sesso perché frequentava una setta che le ordinava di portare solo scarpe lucide stile fetish coi tacchi.
Quindi alla fine i due galanti gentiluomini si arresero all’ evidente impossibilità di un’amicizia più approfondita.
Qualche giorno dopo venne fuori che la coppia di sposini aveva disseminato il loro matrimonio di accompagnatori per rimediare al fatto che un terzo degli invitati erano lamentose zitelle amiche della sposa.
Fric non ci poteva credere, mentre l’unica osservazione di Froc fu “Certo che da fuori dobbiamo sembrare proprio due sfigate”.
Oggi ho comprato gli occhiali da sole Tom Ford.
Li ho comprati perché al sole mi bruciano gli occhi.
Ho capito che Tom Ford è un milionario solo dopo che ho comprato i miei occhiali, ma la scelta è stata obbligata per via del fatto che tutti gli altri 2345 tipi mi facevano sembrare “La mosca” e spaventavo i figli adulti dell’ottico.
Da quando metto gli occhiali di Tom Ford sono felice.
Il mondo è più giallo, e somiglia alle fotografie a colori degli anni sessanta.
Anche Kennedy è tornato presidente degli USA, i bambini giocano a palla per le strade, e tutti sorridono per via del boom industriale.
Le donne si riempiono la bocca di pastasciutta, gli uomini portano la gelatina sulla testa e non ti stressano mai chiedendoti anche il lato b, nessuna femmina in età pre-puberale ha tatuato sul fondo schiena un drago che ammicca mentre fuma sigari cubani dietro un filo spinato a forma di lavatrice whirlpool e anche se ce lo avesse sarebbe celato da una fine strato di sottoveste di seta color rosa confetto.
Stasera dormo con gli occhiali da sole di Tom Ford.
Un giorno una scimmia, o un quasi uomo, lasciandosi cadere sfinito dopo la corsa, chiuse gli occhi, e nel mentre cominciava a godere dell’ amorevole refrigerio dell’erba sotto di lui, la madre terra richiamava il suo corpo dentro di sé.
“Non voglio essere inghiottito!” Pensò subito la scimmia o il quasi uomo.
E quindi aprì gli occhi ed in quel momento vide il cielo e lo scambiò per dio, perché agitando un braccio verso l’aria non poteva afferrarlo.
E dio filtrava dalla luce degli alberi e lo accecava, ed anche ad occhi chiusi poteva avvertire che lo spiava, sentendo sulla pelle il movimento dell’aria ed il rumore delle fronde che sbattevano qui e là, e pur tuttavia, dio, non si faceva afferrare.
In quel momento la scimmia o il quasi uomo capì la distinzione tra le cose della terra, di cui lui faceva parte, e le cose di dio, e questo era già pregare, e pregava perché si sentiva dalla parte sbagliata, si sentiva come un oggetto caduto da una tasca divina e smarrito tra i ciuffi d’erba.
Un giorno un impiegato, senza cravatta, anzi proprio in tuta, dopo lo jogging, si abbandonò all’erba e cominciò a godere del riposo che dà la terra.
Quando aprì gli occhi vide Dio e lo scambiò per il cielo.
Vide il suo Movimento e lo scambiò per quello delle nuvole.
Vide la sua Luce e pensò che il sole lo accecava.
Contemplò la bellezza della natura e stese le braccia a terra, imitando il movimento delle farfalle per sentire meglio l’erba sotto di lui, e quando si fermò, un gruppo di formiche si appropriarono del suo braccio sinistro per attraversare da una parte all’altra la loro regione.
L’impiegato non le scacciò perché il fatto di essere usato come fosse un pezzo di legno lo faceva sentire un tutt’ uno col mondo e veramente indispensabile.
Quando si alzò si senti di nuovo Solo.
(ma si ripropose di andare a correre più spesso)
Piccolo omaggio ad Andrew Wyeth (e alla sua Holga).
Cara Sabina ieri oltre al Papa sono stata insultata anche io, quando hai detto che in Italia esistono molte donne intelligenti.
Ma quando la facciamo finita?
SE parlassimo di NEGRI o di ROM qualcuno potrebbe in un discorso pubblico asserire che esistono tanti ROM e tanti NEGRI intelligenti?
Nessuno dice che esistono molti vecchi intelligenti, nessuno che esistono molti fabbricanti di tappeti intelligenti.
Ma io per giunta non sono nemmeno una categoria.
Sembra proprio che a questo mondo esistano i maschi che sono un sesso e le femmine sono una categoria, nella quale per amore della correttezza, ci affrettiamo a spiegare che ci sono molte donne intelligenti.
http://www.clarin.com/diario/2008/07/05/elmundo/i-01708762.htm
Signor presidente del consiglio(chiunque lei sia alle prossime elezioni) dopo attenta riflessione sono giunta alla conclusione che il ministero delle pari opportunità è troppo discriminatorio nei confronti degli uomini.
La prego lo elimini.
Donna ragiona: Può forse una parola così brutta indicare una cosa bella?
Lo so, mi risponderete voi, oramai coi saldi è un gioco al massacro, ma siamo ancora in tempo, uniamoci per non farci suggestionare dalle ZEPPE.
Le ZEPPE sono cattive.
Le ZEPPE sono goffe.
Donna che cammini con la ZEPPA, anche se avessi un vestito lungo nero di Valentino sembreresti una casalinga barzotta, pensa con due!
Se prendi una storta con una ZEPPA vai in coma.
Se salti da una ZEPPA rischi di suicidarti e questo non è cristiano.
Se metti una ZEPPA addosso un quarto del tuo corpo sarà occupato dalla ZEPPA (nel mio caso un terzo).
Non è che non sia per la libertà d’espressione ma il cattivo gusto è una violenza alle anime gentili che popolano questa terra (tipo la sottoscritta).
Forza trovatemi un paio di gambe slanciate da un paio di ZEPPE e poi ne riparliamo.